Descrizione

La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi” - Honorè de Balzac -

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano !" - Isaac Newton -

Contra factum non valet argumentum”

mercoledì 18 aprile 2018

Gli abortisti “devastati” piangono la sconfitta di Hillary Clinton! La fine del sogno americano pro-choice



Questa me la ero persa, proprio non ne sapevo nulla, questa infernale lobby ha un enorme potere, ovviamente in orbita Rockefellerricordo di aver letto, molto tempo fa, che addirittura Ronald Reagan o un suo comitato, dopo il periodo presidenziale si lamentavano del potere di costoro, il Planned Parenthood, la pianificazione familiare, e di come a Washington facessero quello che volevano. Sappiamo che negli States la guerra tra abortisti e antiabortisti è violentissima.

Questa vicenda interessa anche noi, eccome, e deve essere conosciuta perchè come leggeremo sono al vertice di quel movimento criminale che cerca di "imporre una politica estera che imponga l’aborto e l’ideologia gender in tutto il mondo"quindi  tutta la questione omosessuali, femminismo, devastazione della famiglia, quindi della società, materialismo, egoismo, liberismo,  tutto è strettamente correlato, e dunque del "Nuovo DisOrdine Mondiale", i tentacoli della grande bestia, della piovra sono infiniti e devastanti ...
Se ce ne fosse stato bisogno, ancora una conferma che Barack Obama era un venduto ...  

Alla festa elettorale di Hillary Clinton presso il Javits Center di New York,
i sostenitori sembrano sgomenti dalle recenti notizie sulle elezioni.
Questo Trump comincia a essermi sempre più simpatico, e lo dico da sempre, con la posizione presa che leggeremo, aveva già dichiarato guerra in campagna elettorale.
Chiaramente ci sono luci e ombre ma provate voi a muovervi, fare colazione, pranzo e cena con sionisti, lobby degli armamenti, mafia bancaria, neocon, Israele ed ecc., senza fare la fine del Presidente John Kennedy, suo fratello e suo figlio ...  

di Miguel Cuartero Samperi
13 novembre 2016

I leader abortisti e le organizzazioni che premono per promuovere l’aborto sono letteralmente “devastati” dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Questi gruppi consideravano un dato di fatto la vittoria di Hillary Clinton e il conseguente trionfo delle politiche abortiste.

Ma la batosta è stata terribile visto che il candidato repubblicano aveva annunciato che in caso di vittoria avrebbe ritirato i finanziamenti alla Planned Parenthood, il centro di pianificazione familiare ultimamente al travolto da molte polemiche e scandali legati alla vendita di organi dei feti abortiti. Trump ha anche promesso che, in caso di vittoria, avrebbe appoggiato le iniziative pro-life, grazie anche al sostegno di numerosi cattolici che lo hanno accompagnato nella campagna elettorale, a cominciare da Mike Pence, scelto da Trump come vice presidente, un evangelico, conservatore e attivo sul fronte pro-life che nel suo intervento dopo l’elezione ha ringraziato Dio “per la grazia concessa”.


Cecile Richards e Hillary Clinton  Il candidato presidenziale democratico ha  affermato che l'accesso alla salute  riproduttiva è una questione femminile,  una questione di famiglia, una questione  economica e un problema di giustizia.
Cecile Richards e Hillary Clinton
Il candidato presidenziale democratico ha
affermato che l'accesso alla salute
riproduttiva è una questione femminile,
una questione di famiglia, una questione
economica e un problema di giustizia. 
Non è dunque strano che Cecile Richards, presidente di Planned Parenthood abbia inviato una lettera ai suoi collaboratori confidando i suoi sentimenti dopo l’inatteso e “impensabile” esito elettorale. Pur affermando di non avere parole per descrivere quello che è successo durante le presidenziali e quello che ora si prospetta per la sua società, si è detta :
 “arrabbiata, col cuore distrutto, offesa, impressionata, triste, disgustata, vergognata, scoraggiata, esausta e scossa”.
Planned Parenthood, grafico storico,
 numero centri attivi
Sotto l’amministrazione Obama, infatti, la Planned Parenthood riceveva dallo stato 500 milioni di dollari ogni anno di sovvenzioni pubbliche, un idillio che senza dubbio sarebbe continuato (se non migliorato) con Hillary Clinton. Ora inizieranno i guai per una società che nel 2015 è stata costretta a chiudere 23 centri, totalizzando 300 chiusure negli ultimi vent’anni (con Bill Clinton avevano 938 centri mentre, nel 2015, ne sono rimasti 645).

Il Presidente del Planned Parenthood Action Fund, Cecile Richards, sul palco della Convention Nazionale Democratica nel luglio 2016.
Il Presidente del Planned Parenthood Action Fund, Cecile Richards,
sul palco della Convention Nazionale Democratica nel luglio 2016.

Una delle immagini-simbolo della notte elettorale sono state le lacrime dei seguaci della Clinton, increduli del fatto che, nonostante l’appoggio dell’establishment, avevano perso queste elezioni. In tutti i media sono apparse le foto dei fan della Clinton in lacrime.

Ma una di queste immagini ha un enorme valore simbolico che trascende l’immagine stessa. Si tratta della foto, scattata da LifesiteNews, nella quale compare una donna sconsolata piangendo accanto a un uomo, anche lui visibilmente commosso.

La didascalia spiega cosa sta succedendo:
"Lo Shock è stata la reazione dominante, piuttosto che la rabbia per quello che doveva essere il partito della vittoria presidenziale di Hillary Clinton".
La coppia è stata fotografata nel quartier generale della campagna di Clinton nella notte delle elezioni e presumibilmente sta fissando gli schermi televisivi su cui si sta svolgendo uno dei più grandi sconvolgimenti politici della storia.
Per quanto struggente possa essere quella didascalia, racconta solo metà della storia. (NdR)

Ilyse Hogue e suo marito, John Neffinger.
Non si tratta di una anonima fan della Clinton ma di Ilyse Hogue, presidente della NARAL (National Abortion Rights Action League) una delle più potenti lobby abortiste degli Stati Uniti. Questa organizzazione fu fondata con l’obbiettivo di ottenere l’aborto libero durante tutto il tempo della gravidanza.

Hogue era a un passo di coronare il suo sogno, Hillary Clinton aveva infatti annunciato in campagna elettorale che ogni donna aveva diritto ad abortire fino al momento prima del parto. Si capisce dunque che la sconfitta contro Trump ha lasciato questa leader abortista (una delle voci più influenti e popolari del fronte pro-choice americano) sprofondasse del tutto. “Abbiamo bisogno di Hillary” aveva gridato in un raduno democratico, mentre travolta dagli applausi raccontava la sua “fortunata” esperienza di “aborto compassionevole” procurato in gioventù al fine di poter “realizzare i suoi sogni” libera da impedimenti.

Anche i critici pro-vita hanno detto che il discorso ha rivelato il vero status del Partito Democratico nel 2016.
"Il mio unico rimpianto è che il suo discorso non è stato dato durante la prima serata, avrebbe dovuto esserlo davvero",
ha detto Bill Donohue della Catholic League.
I discorsi alla "Convention nazionale democratica" dei "sostenitori dell'aborto" come Hogue, Cecile Richards e Stephanie Schriock "non sono un'anomalia", ha affermato. "In effetti, sono molto in sintonia con la piattaforma del Partito Democratico", che ha rimosso il linguaggio dell'era degli anni '90 in cui si chiedeva che l'aborto fosse "raro", promette ora di "alzarsi in piedi" per Planned Parenthood e chiede un aborto finanziato dai contribuenti (con le tasse NdR) in tutto il mondo. (NdR)

Ilyse Hogue ha dovuto dire addio al sogno di un’America paradiso abortista; ha visto improvvisamente sparire in un baleno l’arrivo di ingenti finanziamenti per l’aborto, la nomina di giudici abortisti nella Corte Suprema, così come l’imposizione di una politica estera che imponesse l’aborto e l’ideologia gender in tutto il mondo (programma che gli Stati Uniti hanno già messo in pratica in molti paesi del terzo mondo).


A proposito di NARAL il sito BallotPedia.org (enciclopedia online di politica americana) segnala che per la campagna elettorale del 2012 questo gruppo abortista ha speso più di 1,7 milioni di dollari per promuovere candidati pro-choice ma, soprattutto, per screditare, attaccare i candidati pro-life che potevano rappresentare un pericolo per la loro campagna.

Dal canto suo, il neo eletto presidente americano Donald Trump, in un articolo pubblicato il 23 gennaio sul Washington Examiner aveva esposto la sua visione “per una cultura della vita” schierandosi apertamente e con orgoglio per il diritto alla vita :
Io sono per il diritto alla vita. Ho questa posizione pur ammettendo eccezioni in casi di stupro, incesto o quando è a rischio la vita della madre. Non sempre l’ho pensata così, ma una esperienza personale assai significativa mi ha portato a riconsiderare il prezioso dono della vita”. Si tratta – scriveva Trump – del “primo, e il più importante, dei nostri diritti «inalienabili»“. “Con il tempo la cultura della vita di questo Paese ha preso a scivolare verso una cultura della morte”.
Il 5 ottobre Trump inviò una lettera a Gail Buckley, presidente della Catholic Leadership Conference, ribadendo ai cattolici :
"Sono e sarò pro-vita. Difenderò la vostra libertà religiosa e il diritto a praticarla pienamente e liberamente, come individui, come proprietari di negozi e istituzioni accademiche. Mi assicurerò che ordini religiose come Le Piccole Sorelle dei Poveri (che hanno sfidato Obama su contraccezione e aborto. Ndr.) non vengano attaccate dal governo federale a causa della loro fede".
Sono dichiarazioni che i grandi media hanno volutamente ignorato per evitare di incoraggiare il voto repubblicano, ma che ora “rischiano” – se il neo presidente manterrà le promesse – di tradursi in politiche concrete a favore della vita e dei diritti dei nascituri, di quella minoranza perseguitata, forse l’unica minoranza ignorata nella campagna elettorale di Hillary Clinton, che ora può, con ragione, sperare in qualcosa di nuovo.

Fonte   testadelserpente


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