Descrizione

In questo blog si vuole commentare ed analizzare l'attualità e la storia ma sopratutto scoprire ed evidenziare le ipocrisie, le falsità ed i soprusi di questo mondo appunto ormai impossibile da vivere.

“La storia ha due volti: quello ufficiale, mendace e quello segreto e imbarazzante, in cui però sono da ricercarsi le vere cause degli avvenimenti occorsi”. Honorè de Balzac

Contra factum non valet argumentum”

martedì 28 febbraio 2017

Laura Boldrini esulta per la sua raccolta firme contro il dissenso in rete, noi firmiamo per mandare a casa lei



#bastabufale fa solo 14mila firme. Contro la Boldrini già in 40mila

Laura Boldrini esulta per la raccolta firme contro le fake news. Ma online spopola una petizione per ottenere le sue dimissioni

21/02/2017

Laura Boldrini esulta, anche se non è chiaro perché. La sua raccolta firme contro le bufale online (www.bastabufale.it) ha raggiunto la mastodontica - si fa per dire - cifra di 14mila sottoscrizioni.

 Censura 2007 Peter Phillips
Per carità, sono passati solo dieci giorni dal lancio dell'iniziativa, ma non è certo una cifra enorme per una campagna sponsorizzata dalla presidente dalla Camera, rilanciata da tutti quotidiani nazionali e soprattutto che richiede pochi sforzi agli italiani (basta indicare nome, cognome e mail: niente soldi o controlli ufficiali).

Lasciamo perdere il fatto che per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare di firme ne servirebbero 50 mila. Per fare un confronto limitiamoci alle battaglie della Rete. La petizione lanciata su CitizenGo Italia per chiedere le dimissioni di Francesco Spano, il direttore dell'Unar finito nella bufera per il finanziamento di circoli gay in cui si praticano orge e prostituzione, ha raccolto in un giorno ben 17 mila firme. Ed è rimasta online meno di 24 ore. Oppure si pensi alla richiesta di dimissioni di Valeria Fedeli, neo ministro dell'Istruzione beccata con una laurea mai conseguita: pochi giri di orologio e in 89 mila persone misero una sigla sotto la sottoscrizione online. Allo stesso modo la campagna per fermare lo spettacolo Gender nelle scuole, Fa'Afafine, raggiunse 80 mila adesioni in soli sei giorni.

Potremmo andare avanti per ore ed ore. In realtà se la petizione #bastabufale è, come dice la maestrina,
"la dimostrazione di quanto sia sentito il problema della disinformazione, delle bufale e delle false notizie nel nostro Paese", 
Libri Proibiti
allora c'è da pensare che non siano molti gli italiani interessati al tema. Povera Boldrini. Inoltre bastabufale.it non è certo il massimo della credibilità. All'appello del presidente della Camera, come scritto alcuni giorni fa da ilGiornale, insieme a Fiorello e Francesco Totti, si è infatti registrato pure Sandro Il Bufalaro. Chi è? Nessuno: un troll (falso profilo) inventato da noi. Chissà se tra le 14 mila firme rivendicate dalla Boldrini c'è ancora lui, visto che a noi non sono arrivate mail di cancellazione. È credibile una campagna contro le bufale che si vanta del sostegno di un Bufalaro?

Comunque, passi pure questa. Il fatto è che un appello che chiede soltanto nome, cognome e mail ai sottoscrittori non è certo il massimo dell'attendibilità. Per fare un esempio, da circa sei mesi sulla piattaforma Change.org gira una petizione per chiedere alla Boldrini di lasciare la poltrona della terza carica dello Stato.
"Non possiamo permettere - si legge - che a rappresentarci ci siano persone come lei".
Totale adesioni: circa 40 mila. Raccolte allo stesso modo in cui le raccoglie lo staff presidenziale: ovvero non certificate.


Alla fine della campagna, scriveva ieri la divina Laura su Facebook,
"convocheremo intorno a un tavolo tutti i soggetti che possono e devono contribuire ad arginare il fenomeno delle fake news". Ovvero Google, Facebook, i giornali, il governo e via decendo. "Piú firme avrá l'appello più saremo forti nel far sentire la nostra voce",
dice Boldrini. Per ora l'hanno seguita in pochi.


Interessante commento all'articolo :
Un "politico", specialmente di estrazione comunista, che lotta contro le "Fake news" in realtà sta sostenendo: "le menzogne per condizionare le masse le devo poter emettere solo io".
I Libri Sono
Pericolosi
Segnali e dichiarazioni che sono preoccupatissimi per la forza della rete e dei social network, il dissenso e il risveglio delle coscienze sono innumerevoli, in primis Israele che chiede Censura mondiale di Internet e ha creato anche un meccanismo Sniper, il nuovo Golem, ricordiamo Napolitano ma anche Zbigniew Brzeziński il fondatore della commissione trilaterale ed ex consigliere per la sicurezza nazionale USA tra i tanti, ma c'è lo speculatore George Soros tra i ricchissimi finanziatori del nuovo sistema “anti-bufale” annunciato da Facebook, una rivelazione, del Daily Mail, che poi verranno valutate secondo linee guida dettate da una organizzazione finanziata da Soros appunto e Bill Gates tra gli altri, farò seguire un articolo, sempre il peggio del peggio, grandi manovre finalizzare a questo obiettivo sono già in corso in USA, Francia, Gran Bretagna, Germania, la guerra continua anzi è al massimo della sua espressione, perchè mai c'era stato un tentativo di difesa e ribellione, forse il 1968 ma era cosa molto diversa, probabilmente un embrione non completamente consapevole, ora è tutto più che ben chiaro !!!
Imprescindibile che noi ci difendiamo, è l'unica arma che abbiamo al momento, magari faremo una contro raccolta di firme, per ora :
"PER ORGANIZZARE UNA DIFESA EFFICACE CONTRO IL DDL GAMBARO CHE CHIEDE SANZIONI E RECLUSIONE PER CHI MANIFESTA LIBERO PENSIERO IN RETE . PARTECIPATE ALL’ INCONTRO – DIBATTITO“REGOLAMENTAZIONE DELL’ONLINE – NO A PROPOSTE LIBERTICIDE”NELLA SALA ISMA DEL SENATO (PIAZZA CAPRANICA) GIOVEDI 2 MARZO DALLE ORE 11:00. WAC (Web Activists Community) e Pandora TV, su iniziativa della senatrice De Pin".
Articolo 71 della Costituzione Italiana
"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli".
Ma torniamo alla "cara" presidente del consiglio, dato che si è distinta per tutto quello che può essere contro il popolo italiano, pare invasata, è evidente che fa ed è al soldo di interessi sovranazionali, deve andare a casa, abbiamo parecchie petizioni attive in rete ne ho selezionate tre :

Dimissioni On. Laura Boldrini

Sottoscrizione pubblica per richiedere le dimissioni dell'On. Laura Boldrini dalla carica di Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana. Ieri si è svolto in Aula l'omicidio verso la Democrazia, la Presidente Boldrini ha pensato di usare la "Tagliola" strumento che toglie alle opposizione anche l'unico diritto che hanno: LA PAROLA! Dimissioni Subito! 54.600 firme


Dimissioni della Presidente della Camera Laura Boldrini

Laura Boldrini riveste la carica di presidente della Camera dei Deputati, la seconda più importante carica della Repubblica Italiana dopo quella del Presidente della Repubblica e insieme al Presidente del Senato.

In virtù di ciò, oltre il suo ruolo, ovvero quello di provvedere al corretto funzionamento della Camera dei deputati, Laura Boldrini dovrebbe avere come scopo principale del suo lavoro, quello di fare gli interessi del popolo italiano.

In questi anni abbiamo visto la Boldrini impegnata in ogni tipo di battaglia legata al tema dell'accoglienza o in merito alla sostituzione di alcune parole, che a suo dire, andrebbero usate al femminile.

Proprio tale "passione" per alcuni temi specifici, dimostra, come il suo contribuito in politica, sia legato quasi ed esclusivamente a tematiche che non migliorino in alcun modo la condizione del cittadino comune.

Per questo crediamo che una delle più alte cariche dello Stato come il presidente della Camera dei Deputati non possa essere impersonata dalla figura di Laura Boldrini e per il medesimo motivo ne chiediamo le dimissioni.  41.600 firme

DIMISSIONI DI LAURA BOLDRINI E DEL MINISTRO CECILE KYENGE

Dopo gli ennesimi episodi di inaudita violenza e atti osceni in luogo pubblico da parte di extracomunitari nei confronti degli italiani offendendo la nostra dignità e privandoci della nostra vita...
Il presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge devono dare le proprie dimissioni per il bene dell'Italia. 6.000 firme

Fonte ilgiornale

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Israele chiede Censura mondiale di Internet

venerdì 24 febbraio 2017

Il migliore dei non ebrei merita di essere ucciso. Razzismo e rabbinato contemporaneo. Chi è il razzista ?



CRITICHI ISRAELE E GLI EBREI ?? BRUTTO NAZISTA, ANTISEMITA E RAZZISTA !!


di Andrea Giacobazzi

"Ṭob shebe-goyyim harog": "Il migliore dei gentili [non ebrei] merita di essere ucciso". Così afferma, nel Talmud, Simon ben Yoḥai. Questa espressione, commenta la Jewish Encyclopedia, è "spesso citata dagli antisemiti" [1].

Perché ci Odiano
Frequentemente, nell'affrontare il tema della xenofobia rabbinica si ricorre alla citazione dei testi tradizionali ebraici attraverso i quali interpretare determinati risvolti storici del giudaismo. Ciò che faremo nelle righe che seguono ribalta questa prospettiva, ovvero partendo da dichiarazioni di autorevoli rabbini di epoca contemporanea - molti dei quali ancora viventi ed attivi, andremo a confermare quelli che sono gli aspetti più problematici dell'antica ed attuale avversione rispetto ai gentili (goyim, non ebrei). Nel fare questo, abbiamo selezionato - da un insieme ben più ampio - una serie di dichiarazioni e appelli: se si fosse raccolto tutto il materiale a disposizione sarebbero stati necessari spazi decisamente superiori a quelli di questo saggio breve. La quasi totalità delle citazioni sono tratte dalla stampa mainstream israeliana (Haaretz, Jerusalem Post, Yedioth Ahronoth, ecc.).

Affermazioni che sminuiscono o negano la dignità e l'umanità dei non-ebrei

Rabbi Ovadia Yosef

Ovadia con il premier israeliano
Uno degli esponenti religiosi che probabilmente ci fornisce maggiori spunti di analisi è Ovadia Yosef, nel 1970 vincitore dell'Israel Prize per la letteratura rabbinica, dal 1973 al 1983 ricoprì l'incarico di Rabbino Capo sefardita d'Israele. Guida spirituale del partito religioso Shas, nel 2005 fu votato, in un sondaggio di Ynet, come il 23° più grande israeliano della storia [2].
"I non ebrei sono nati solo per servire noi. Senza questa funzione, non hanno motivo di essere al mondo" disse in un suo sermone dell'ottobre 2010. [...] "Devono morire, ma [Dio] dà loro una lunga vita. Perché? Immaginate: se l'asino di una persona morisse, questa perderebbe i suoi soldi, questo è il suo servo.. Ecco perché ha una lunga vita: per lavorare bene per questo ebreo". "Perché c'è bisogno dei gentili? Questi lavoreranno, areranno la terra, mieteranno e noi staremo seduti come dei signori e mangeremo" [3].
Sempre nel 2010 augurò che
"sparissero dal mondo tutte le persone disgustose che odiano Israele (come Abu Mazen)" 
e che potessero essere
"colpite dalla peste insieme a tutti i cattivi palestinesi persecutori dello Stato ebraico" [4].
Parlando degli arabi in un sermone del 2001 disse che
"era vietato avere pietà di loro", che bisognava "lanciare missili contro di loro e annientarli", definendoli "perfidi e dannati" [5].
Quando l'uragano Katrina devastò New Orleans, sostenne che questo fatto aveva avuto luogo
"perché non c'era abbastanza studio della Torah... gente negra risiedeva là (in New Orleans). I negri studieranno la Torah? [Dice Dio] portiamo uno tsunami e anneghiamoli [...] Centinaia di migliaia sono rimasti senza casa, decine di migliaia sono stati uccisi, tutto questo perché erano senza Dio" [6].
Aggiunse:
"Dietro l'espulsione di Gush Katif [insediamento israeliano a Gaza] c'era Bush, incoraggiò Sharon: [...] 15.000 persone sono state espulse là e qui ne sono state espulse 150.000, è un castigo di Dio" [7].
In ambito medico, l'eminente rabbino, pur offrendo soluzioni halachiche per evitare problemi legali, dichiarò:
"Se un gentile è ferito in un incidente stradale durante lo Shabbat, ed è portato all'ospedale [in Israele] non dovrebbe essere curato, ma nella realtà i pazienti sono ricoverati e devono essere trattati" [8].
In anni precedenti il più avveduto il Rabbino Capo ashkenazita Isser Yehuda Unterman, aveva invece stabilito che i dottori ebrei erano tenuti a soccorrere i pazienti non ebrei anche durante lo Shabbat.

_____________________________
Riccardo Di Segni
“La Comunità Ebraica di Roma piange la morte di Rav Ovadia Yossef e si unisce al lutto della famiglia. Rav Ovadia Yossef è stato il pilastro del mondo ebraico sefardita al quale ha ridato dignità, forza religiosa e forza politica. Gli insegnamenti di Rav Ovadia sono un riferimento imprescindibile per qualsiasi decisione di halachà (legge) attuale. Il figlio, che è stato da poco nominato nuovo Capo Rabbino d’Israele, ha raccolto in molti volumi l’insegnamento paterno: è la tradizione che cresce e si trasmette. Il mondo ebraico perde una grande guida, ma il suo insegnamento rimane e lascia il segno”.
Lo dichiara in una nota il Rabbino Capo, Riccardo Di Segni. (NdR)
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La Bibbia Decifrata
In relazione alla sostanziale negazione della dignità umana dei non ebrei, rabbi Mordechai Eliyahu si colloca sulla medesima scia del suo predecessore. Rabbino Capo sefardita d'Israele dal 1983 al 1993, fu definito sul quotidiano Haaretz come "an eloquent racist"[9]: "elogiò appassionatamente" [10], il rabbino-terrorista Meir Kahane in occasione del suo funerale. Nel 2008 durante la celebrazione dell'anniversario dell'attacco che portò alla morte di otto studenti di una scuola rabbinica affermò:
"Anche quando si cerca vendetta è bene mettere in chiaro una cosa: la vita di un ragazzo che studia in una yeshiva vale più delle vite di 1.000 arabi. Il Talmud stabilisce che se dei gentili derubano Israele d'argento, dovranno restituire in oro [...] ma in casi come questi non c' nulla da restituire dato che, come ho detto, la vita di un ragazzo che studia in una yeshiva vale più delle vite di 1.000 arabi" [11].
Eliyahu non mancò di precisare, nel maggio 2007, che tutti i civili di Gaza erano collettivamente responsabili per il lancio di razzi Kassam su Sderot. Matthew Wagner, sul Jerusalem Post, spiegò che il rabbino affermò la non proibizione dell'uccisione di civili durante una potenziale operazione massiva su Gaza con lo scopo di fermare i colpi. In accordo con l'etica di guerra ebraica,
"ad un intera città si applicava la responsabilità collettiva per il comportamento immorale di individui [...]".
Il figlio di rabbi Mordecahi, Shmuel Eliyahu (Rabbino Capo di Safed), disse che il padre, opponendosi ad operazioni di terra che mettessero in pericolo soldati israeliani, proponeva un bombardamento a tappeto dell'area dalla quale i Kassam erano lanciati, tutto questo "regardless of the price in Palestinian life". Aggiunse:
"Se non si fermano dopo che ne avremo uccisi 100, allora dovremo ucciderne 1.000, se non si fermano ancora, dovremo ucciderne 100.000, anche un milione. Qualunque cosa per farli smettere" [12].
Rabbi Abraham Isaac Kook 1924
Sulla dignità e la vita dei gentili anche il Rabbino Capo ashkenazita della Palestina (Mandato Britannico) Abraham Isaac Kook (1921-1935), era stato chiaro:
"La differenza tra un'anima ebraica e le anime dei non ebrei è più ampia e profonda della differenza tra l'anima umana e quella del bestiame" [13].
Similmente a quanto fin qui riportato, dai vertici di uno dei più importanti movimenti ebraici esistenti al mondo (Chabad Lubavich, 4000 centri in oltre 50 nazioni) ci giungono dichiarazioni che lasciano poco spazio alla discussione. Rabbi Menachem Mendel Schneerson fu il settimo Rebbe: guidò e sviluppò questa comunità fino al suo ultimo giorno di vita (1994). Dopo la sua morte gli fu attribuita la Medaglia d'Oro del Congresso Americano. Alcuni tratti dei suoi discorsi sono facilmente sovrapponibili a quelli che abbiamo visto fin qui:
"Il corpo di una persona ebrea è di una qualità totalmente differente rispetto al corpo dei membri di tutte le altre nazioni del mondo [...] L'intera creazione esiste solo per gli ebrei" [14].
"Esistono due tipi contrari di anima, quella non ebraica viene da tre sfere sataniche mentre quella ebraica deriva dalla santità [...]. Il corpo di un embrione ebraico è su un livello più alto del corpo di un non ebreo" [15].
Queste parole del Rebbe non sono certo un caso isolato nel movimento, si pensi che il rabbino Manis Friedman (che aiutò Bob Dylan a entrare in relazione con Chabad) arrivò a sostenere:
"Il solo modo di combattere una guerra morale è il modo ebraico: distruggere i loro luoghi santi. Uccidere uomini, donne e bambini (e bestiame)" [16].
Queste dichiarazioni causarono forti polemiche e Friedman decise di chiarire, misurando il senso delle sue parole e virando verso "respect and compassion" [17]. Rabbi Yitzhak Ginsburg, anche lui importante membro del movimento Chabad, nel 1989 commentando gli attacchi contro i palestinesi offrì una giustificazione religiosa in base alla visione secondo cui
"lo spargimento di sangue non ebraico era un reato minore rispetto lo spargimento di sangue ebraico", del resto, per lui "qualsiasi processo basato sul presupposto che ebrei e goyim fossero uguali era una parodia totale della giustizia" [18].
Storia Degli Ebrei
Il Rabbino Capo Avraham Shapira, per bilanciare il peso di queste espressioni, pensò giusto fare una precisazione sulla creazione degli uomini ad immagine di Dio. Questo tuttavia non deve far credere che Shapira avesse idee particolarmente moderate: tra le altre cose, con un pronunciamento del 1995, tentò di ostacolare l'accordo di pace di Oslo chiedendo di non "trasferire le aree ai gentili" e nel 1994 invitò i soldati a disubbidire agli ordini relativi all'evacuazione di Hebron [19]. Ma torniamo a rabbi Ginsburg: nell'aprile del 1996 sul Jewish Week (uno dei più diffusi settimanali ebraici statunitensi, 70.000 copie a settimana) scrisse:
"Se un ebreo ha bisogno di un fegato, può prenderlo da un non ebreo innocente per salvarsi? La Torah probabilmente lo permetterebbe. La vita ebraica ha un valore infinito. C'è qualcosa di più sacro e unico nella vita ebraica che in quella non ebraica" [20].
Tra i discepoli di Ginsburg è annoverato rabbi Yitzhak Shapira, coautore (insieme con rabbi Yosef Elitzur) de La Torah del Re (2009). 
Il libro portò all'arresto del religioso israeliano per avere sostenuto, tra le altre cose, la liceità dell'uccisione di bambini innocenti che in futuro avrebbero potuto rappresentare un eventuale "pericolo" per lo Stato diventando "perfidi come i loro genitori" [21].
Il clamore suscitato fu tale che non mancarono autorevoli dissociazioni: le conseguenze della pubblicazione di questi contenuti allarmarono lo stesso Ovadia Yosef. Ancora nell'ottobre del 2010 rabbi Shapira si disse favorevole all'uso dei palestinesi come scudi umani:
"La vostra vita è più importante di quella del nemico" 
e aggiunse che un soldato non dovrebbe mai mettersi in pericolo a causa di un civile [22]. Tra i più famosi difensori di Shapira erano annoverati rabbi Yaacov Yosef (membro di spicco del partito Shas e figlio di Ovadia Yosef) e rabbi Dov Lior. Con l'accusa di "incitamento" furono coinvolti nelle indagini della polizia israeliana ed ebbero modo di affermare che "la Torah non è aperta alle investigazioni" [23].

In una libreria di Gerusalemme: "La Torah del Re"
Rabbi Yaakov Yosef, che incontreremo ancora in questo testo per le sue dichiarazioni quantomeno controverse, morì nell'aprile 2013, il rabbino capo askenazita d'Israele in carica (2003-2013), Yona Metzger, in occasione dei funerali, cui parteciparono 80.000 persone, disse che la sua morte era "un'enorme perdita per il popolo ebraico, la Terra d'Israele e il mondo sefardita. La verità era il suo principio guida" [24]. Rabbi Dov Lior, l'altro esponente religioso arrestato, è certamente una fonte di spunti non inferiore a quelle fin qui analizzate. Rabbino capo di Hebron, direttore della scuola talmudica di Kiryat Arba, guida del Council of Rabbis of Judea and Samaria. Definì il terrorista Baruch Goldstein "più santo di tutti i martiri dell'olocausto" [25]: nel 1994, il giorno di Purim, Goldstein entrò nella Grotta dei Patriarchi e uccise 29 arabi, ferendone 125 (al suo funerale un altro rabbino, Yaacov Perrin, sostenne
"un milione di arabi non sono degni di un'unghia di un ebreo" [26]).
Al momento dell'arresto di Dov Lior i due Rabbini Capo d'Israele, l'ashkenazita (Yona Metzger) e il sefardita (Shlomo Amar) diffusero un comunicato congiunto per condannare il fermo:
"Ci rammarichiamo per la grave offesa all'onore di un importante rabbino, [che è] uno dei più grandi di Israele e leader della società religiosa" [27].
Anche recentemente Dov Lior si è lanciato in affermazioni a dir poco taglienti: come riferisce Ynetnews, asserì che una donna giudea non dovrebbe mai restare incinta a causa del seme donato da un non ebreo,
"anche se questa fosse l'ultima opzione". Il bambino avrebbe "tratti genetici negativi che caratterizzano i gentili [...], tratti di crudeltà, tratti barbarici" che "non sono propri del popolo d'Israele".
I giudei hanno caratteristiche positive che possono essere ereditate:
"Una persona nata da genitori israeliti, anche non cresciuti nello spirito della Torah, possiede elementi che sono passati dal sangue, è genetico" [28].
Queste affermazioni riconducibili ad un certo razzismo "biologico", attraverso le quali emerge una contrapposizione uomo-barbaro, non devono colpire: la stessa Jewish Encyclopedia, evidenzia come nella tradizione giudaica non sia inedita una interpretazione in base alla quale "solo gli ebrei sono uomini" e i gentili sono non raramente classificati come barbari [29]. Credenze di questo tipo le incontreremo anche in seguito, nel paragrafo Affermazioni relative al "sangue ebraico".

Il terrorista Baruch Goldstein
Dov Lior ebbe pure modo di etichettare spregiativamente gli arabi in quanto crudeli "camel riders" [30] e di leggere l'isolamento internazionale di Israele e l'odio verso gli ebrei in tutto il mondo anche come
"punizione per la demolizione di tre case nell'avamposto di Migron [...][31].
Proseguendo nel piccolo panorama che stiamo osservando risulta difficile non fare menzione di rabbi Aharon Leib Shteinman. Considerato come una guida nell'importante comunità Haredi, in base a quanto riferito da Israel HaYom, affermò:
"Ci sono otto miliardi di persone nel mondo. E cosa sono? Assassini, ladri e soggetti senza senso. Dio creò il mondo per questi assassini? Il mondo fu creato per i giusti che studiano la Torah. Questo è lo scopo della creazione [...] Le nazioni del mondo non hanno qualità di redenzione" [32].
Nell'aprile 2013 rabbi Shteinman and rabbi Chaim Kanievsky offrirono
"una spiegazione religiosa della crescita dell'antisemitismo in Europa, sostenendo che la polarizzazione tra ebrei ed altre nazioni si è rafforzata grazie alla Provvidenza divina per prevenire i matrimoni misti".
In una lettera inviata ai partecipati alla Conference of European Rabbis, i due rabbini scrissero che
"avvicinarsi ai gentili è un male doloroso, come apprendiamo dai loro atti e - Dio non voglia - assimilandoci con loro. Quando ci si avvicina, Dio separa [ebrei e gentili] tra loro, aumentando l'odio delle nazioni" [33].
Nel caso in cui queste parole sembrassero discriminatorie, una spiegazione potrebbe essere fornita da Rabbi Yosef Scheinen (guida della yeshiva di Ashdod), il quale non esitò a riconoscere che
"il razzismo ha origine nella Torah" [34].
Le guerre dell'acqua
Se la dignità dei goyim pare oggetto di energici attacchi, a volte anche gli ebrei non religiosi finiscono per scivolare in una condizione non dissimile dai gentili. Su Haaretz, Admiel Kosman, riflettendo sul pensiero di rabbi Shagar (Rabbi Shimon Gershon Rosenberg, "uno dei più importanti leader spirituali e filosofi del sionismo religioso", scomparso nel 2007) annota: 
"Shagar vedeva nel ritorno a quartieri separati la soluzione del problema. Solo in questo modo "l'ebreo secolare può ricevere il rispetto che merita come essere umano dal credente religioso, poiché come "straniero" ha cessato di essere una minaccia. Shagar pensa che tanto più l'ebreo religioso percepisce l'ebreo secolare come "altro", come una sorta di "goy" che vive nel quartiere, tanto più può rispettarlo" [35].
L'avversione descritta in queste pagine ha spesso portato a conseguenze angoscianti. Nel maggio del 2008, l'ANSA diffondeva una nota, ripresa da vari giornali italiani e stranieri in cui si dava la notizia:
"Centinaia di volumi del Nuovo Testamento sono stati dati pubblicamente alla fiamme giovedì scorso nella città israeliana di Or Yehuda (Tel Aviv) su istruzione del vicesindaco Uzi Aharon". Seguivano la scena "centinaia di allievi di una scuola ortodossa".
Aharon spiegò di essere impegnato in una lotta serrata per contrastare le attività di missionari cristiani [36]. Nel dicembre 2010 – come riferito dal Jerusalem Post – situazioni come quella appena descritta furono osservate da numerosi ed importanti esponenti cristiani spaventati dagli atteggiamenti razzisti e dai "proclami anti-arabi e anti-gentili" [37]. Ancora nel 2012, Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode della Terra Santa denunciava che
"la passività della polizia e una cultura volta a incoraggiare i bambini a trattare i cristiani con disprezzo" rendeva "sempre più intollerabile la situazione" [38].
Sebbene inusuali per un esponente così in vista del clero, le parole di Pizzaballa si resero necessarie dal momento in cui degli estremisti pro-insediamenti attaccarono il monastero trappista a Latroun [39]. La porta "fu bruciata e le pareti ricoperte di graffiti anti-cristiani" arricchiti con insulti irriferibili a Nostro Signore. In quell'anno, l'incidente appena narrato, fu uno "di una serie di atti a carattere incendiario e vandalico che prendevano di mira i luoghi di culto". Sui muri del Monastero della Croce (XI secolo), furono lasciate scritte offensive e dipinte frasi del tipo "morte ai cristiani"[40].

Il quotidiano Haaretz ci porta testimonianza di un'altra inaccettabile abitudine, quella di sputare contro i sacerdoti cristiani:
"i giovani ultra-ortodossi maledicono e sputano routinariamente sul clero cristiano nella Città Vecchia di Gerusalemme. In molti casi i sacerdoti ignorano gli attacchi ma a volte rispondono" [41].
Atti vadalici a Latroun

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Affermazioni che incitano alla discriminazione dei non ebrei

Le offese alla dignità dei gentili hanno come conseguenza immediata l'istigazione alla discriminazione. Così annotava, nel luglio 2010, il sito del Jerusalem Post:
"più di 40 rabbini municipali hanno firmato una petizione [...] dicendo che gli ebrei non dovrevano affittare case in Israele ai gentili. Tra le ragioni per la proibizione c'era il pericolo di matrimonio misto e l'abbassamento dei prezzi immobiliari nelle zone in cui non ebrei vivono. [Inoltre] il diverso stile di vita dei gentili (rispetto agli ebrei) poteva mettere in pericolo vite".
Il Segreto del Tempio
 di Gerusalemme
La lettera fu firmata da esponenti di primissimo piano del rabbinato, molti dei quali già incontrati nelle righe precedenti. Tra i più noti: Rabbi Yaakov Edelstein di Ramat HaSharon, Haim Pinto di Ashdod, Dov Lior di Kiryat Arba, David Abuhazeira di Yavne, David Bar-Chen di Sderot e altri ancora. Oltre ad essi firmò Rabbi Shlomo Aviner, Rabbi Yaakov Yosef e i leaders della comunità haredi, Rabbi Yosef Shalom Elyashiv e Rabbi Avigdor Neventzal. Tra i più convinti detrattori dell'"affitto ai gentili", emerse il già citato Rabbi Shmuel Eliyahu di Safed [42]. Quest'ultimo, trovandosi in corsa per l'incarico di rabbino capo sefardita d'Israele, vide opporsi alle sue ambizioni il membro del parlamento israeliano Esawi Frij (del partito Meretz) che definì Eliyahu
"un razzista primitivo, che incita e che odia gli arabi". Per Frij era "un oltraggio che qualcuno che ha chiesto di non affittare appartamenti agli studenti arabi a Safed potesse ottenere un premio per il suo razzismo e diventare Rabbino Capo d'Israele" [43].
Anche in ambito di scelte commerciali paiono sussistere atteggiamenti discriminatori. Rabbi Yaakov Yosef affermò:
"Se abbiamo davanti a noi due negozi, uno posseduto da un ebreo e l'altro da un non-ebreo (o un ebreo che si comporta come un gentile), è nostro dovere comprare dall'ebreo timorato di Dio".
Questo vale anche nel caso di "ristrutturazione della casa o trasloco". Si deve preferire l'impiego di lavoratori religiosi ed è permesso trasgredire solo per differenze di prezzo "superiori al 16.6%" [44].

Rabbi Shlomo Aviner (citato poco fa, "guida della Ateret Yerushalayim yeshiva di Gerusalemme" e "importante rabbino sionista"), aggiunge a quanto visto fin qui alcuni elementi curiosi. Prendendo le difese dell'ex presidente israeliano Katsav e mettendo in discussione alcuni aspetti del sistema giudiziario israeliano sostenne, per la presenza tra i giudici di un arabo cristiano, che la sentenza era stata emessa da una "corte di gentili" [45]. Durante l'operazione Cast Lead a Gaza, pubblicò un controverso libretto, distribuito dal rabbinato delle forze armate. In una sezione, giustificava la possibilità di colpire i civili e diceva che la "crudeltà era una cattiva qualità, ma tutto dipendeva da quando"[46].

Soldati e religiosi
Alcuni dubbi sui diritti di cittadinanza furono avanzati da Rabbi Melamed, capo della yeshiva di Beit El. Ynet titolò: "Rabbi: Revoke citizenship of non-Jews". Citiamo:
"Il nostro obiettivo ideale per la terra d'Israele, in tutti i suoi confini, è che sia riempita dal popolo d'Israele, come fu promesso al nostro padre Abramo [...]".
"Melamed chiede di spogliare gli arabi israeliani dei loro diritti civili": "Anche quelli con un punto di vista democratico capiscono che dobbiamo limitare i diritti di coloro che vogliono fare del male allo Stato. Ci sono molti non ebrei in Israele che si sforzano di indebolire il Paese" [47].
Opinioni non isolate secondo un recente sondaggio israeliano, tra gli ultra-ortodossi:
"il 70% sosterrebbe la necessità di escludere gli arabi israeliani dal voto, l'82% il trattamento preferenziale dallo Stato verso gli ebrei e il 95% sarebbe a favore della discriminazione degli arabi nell'ammissione al lavoro" [48].
Affermazioni relative al "sangue ebraico"

Scorrendo le pagine dell'edizione online del Jerusalem Post è possibile incontrare una singolare domanda sull'ebraicità cui autorevolmente rispose Rav Shlomo Brody (laureato ad Harvard, semicha ottenuta dal rabbinato centrale di Israele):
"[...] Un rabbino conservatore ha garantito la mia ebraicità in quanto sono nato da madre ebrea. La parte complessa è che, anche se mia madre nacque ebrea, si convertì al cristianesimo ben prima della mia nascita. Sono cresciuto cattolico - dal Battesimo fino alla Cresima - ma mia mamma in seguito mi ha permesso di praticare il giudaismo con gli amici e le loro famiglie. Sono ebreo? [...]".
Dopo una lunga introduzione, il rabbino conclude:
"Dal momento che la madre biologica nacque ebrea, i figli degli apostati mantengono la loro identità giuridica ebraica, e non richiedono alcun processo di conversione formale per tornare all'ovile (Pit'hei Teshuva YD 268:10). Se i dati forniti sono esatti, la stragrande maggioranza dei rabbini sosterrebbe la tua ebraicità" [49].
Una ulteriore e non necessaria conferma del carattere "biologico" della trasmissione dell'ebraismo.

Già abbiamo visto le dichiarazione di rabbi Dov Lior sugli esiti "barbarici" della paternità gentile: in un'ottica di questo tip il "matrimonio misto" non può che essere scoraggiato. Nel 1964 il Rabbinical Council of America chiese a tutti i rabbini di rifiutare la celebrazione di matrimoni in cui erano coinvolti non ebrei. Il Consiglio sostenne che in base ad una ricerca il 70% dei bambini nati da matrimoni misti non seguiva il giudaismo mettendo in pericolo la sussistenza della religione [50]. Rabbi Meir Lau, Rabbino Capo emerito ashkenazita d'Israele e Yad Vashem Council Chairman - sostanzialmente allineato a questa impostazione – affermò: "Sposare i gentili è fare il gioco dei nazisti" [51] [...].

Nel dicembre 2010 un gruppo (ovviamente non "ortodosso") di 30 donne "rabbino" riformate, reagendo alla lettera di diverse mogli di rabbini che chiedevano alle ragazze ebree di stare alla larga dai giovani arabi, diramarono una dichiarazione nella quale si denunciava l'ondata
"di incitazione ed intimidazione razziali che non aveva ricevuto la risposta appropriata dai dirigenti del Paese e dalle forze dell'ordine" [52].
A volte queste campagne religiose hanno portato all'identificazione di bersagli precisi. Rabbi Yisrael Rosen, capo dello Zomet Institute, nel marzo 2011 lanciò un feroce attacco contro Einat Wilf (membro della Knesset, gruppo: Independence) per il suo matrimonio con un non ebreo, aggiungendo l'invito a boicottare le sue attività pubbliche [53]. Anche fuori dal parlamento non sono mancati episodi significativi: nel dicembre 2010 a Bat Yam, circa 200 persone fecero una manifestazione attaccando "le relazioni tra le donne ebree locali e uomini arabi". Uno dei manifestanti disse:
"ogni donna ebrea che va con un arabo dovrebbe essere uccisa, ogni ebreo che vende la sua casa ad un arabo dovrebbe essere ucciso".
Alcuni insultarono Maometto e diedero luogo a commenti razzisti conto gli arabi [54].

Proteste a Bat Yam
Conclusione

Quanto scritto - lo abbiamo accennato nelle prime righe - ha un origine chiara ed antica. Nel Talmud, nello Shulchan Aruch e in altri testi si trova la radice visibile di questa avversione. Lo stesso pensiero di Maimonide trasuda di espressioni anti-gentili. In anni non lontani, un eminentissimo prelato, fine studioso e protettore di molti ebrei durante l'occupazione di Roma come il Cardinale Ernesto Ruffini ribadì:
"A nessuno certo sfugge che i giudei seguono ancor oggi la dottrina del Talmud, secondo la quale gli altri uomini vanno disprezzati perché simili alle bestie; tutti abbiamo anche verificato che essi spesso sono avversi alla nostra religione" [55].
Giovanni XXIII e il Card. Ruffini
 Ogni ebreo considera i gentili come gli autorevoli rabbini elencati in precedenz ? Ovvio che no, è evidente. Tuttavia un sondaggio dell'ottobre 2012 pubblicato dal quotidiano Haaretz (già citato), ha evidenziato l'ampia penetrazione del razzismo nella società israeliana e, cosa interessante, pare dimostrare un netto acuirsi di questi pregiudizi nei gruppi ortodossi. Questo clima religioso finisce inevitabilmente per ripercuotersi anche sulla parte secolare della società e sul governo. Si pensi, tra i molti esempi che si potrebbero fare, alle parole del religioso Eli Yishai, ministro degli Interni (partito Shas), che parlando degli immigrati, nel giugno 2012 dichiarò:
"i musulmani che arrivano in Israele addirittura non credono che questo paese appartenga a noi, all'uomo bianco"[56].
La dinastia di Gesù
Come non tutti gli ebrei, chiaramente non tutti i rabbini hanno pubblicamente esternato l'odio visto in precedenza: se, per esempio, rabbi Perrin elogiò il terrorista Goldstein, ragionevolmente, il rabbino capo inglese Jonathan Sacks condannò il gesto. Mettendo però da parte i sentimentalismi, nella posizione di Sacks troviamo un problema. Per quante citazioni in favore della pace possiamo trovare nei libri ebraici
"ci ritroviamo con numerosi testi che invitano alla violenza nel nome di Dio, e questo rende difficile argomentare contro Perrin e simili su basi puramente testuali"[57].

 In una religione priva di clero gerarchico a guida unitaria, e con alle spalle secoli di autoisolamento, gli elementi xenofobi hanno finito per superare ampiamente quelli di apertura portando la politica israeliana - anche laica - ad essere quella che conosciamo e gran parte della diaspora a sostenerla.

articolo dal sito ufficiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (www.sanpiox.it). L'autore è Andrea Giacobazzi, collaboratore di Radio Spada.

Fonte  radiospada/  romaebraica



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Note
[1] Jewish Encyclopedia, 1906, "Gentile".

[2] Morto il 7 ottobre 2013. Il giorno seguente il profilo della comunità ebraica romana twittava: "La Comunità Ebraica piange la morte di Rav Ovadia Yossef pilastro del mondo ebraico sefardita".

[3] Marcy Oster, Sephardi leader Yosef: Non-Jews exist to serve Jews, Jewish Telegraphic Agency, October 18, 2010.

[4] BBC, Israel rabbi calls for 'plague' on Mahmoud Abbas, 30 August 2010: http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-11127409

[5] BBC, Rabbi calls for annihilation of Arabs, 10 April, 2001: http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1270038.stm 1

[6] Più "leggera" ma sempre significativa è la battuta fatta dal neoeletto Rabbino capo ashkenazita d'Israele David Lau (agosto 2013, figlio Meir Lau, Rabbino Capo emerito) di fronte agli studenti di una yeshiva. Parlando delle partite di basket disse:"What do you get out of it when the kushim who are paid by Tel Aviv beat the kushim who are paid by Greece?" [Cosa ve ne viene se dei negri pagati da Tel Aviv battono dei negri pagati dalla Grecia?]. Dopo la bufera di polemiche che seguì queste dichiarazioni, il rabbino sostenne che la frase "was a joke". Cfr.: Gil Hoffman, New chief rabbi widely condemned for racist comments, JPost.com, 07/30/2013: http://www.jpost.com/National-News/New-chief-rabbi-widely-condemned-for-comments-on-black-people-321529

[7] Zvi Alush, Ynetnews, Rabbi: Hurricane punishment for pullout, 09.07.05:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3138779,00.html

[8] Ynetnews, Rabbi Yosef: Treating gentiles violates Sabbath, 05.17.12: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4229767,00.html

[9] Anshel Pfeffer, Rabbi Mordechai Eliyahu – an eloquent racist, Haaretz, Jun. 11, 2010: http://www.haaretz.com/print-edition/news/anshel-pfeffer-rabbi-mordechai-eliyahu-an-eloquent-racist-1.295498

[10] Ibidem.

[11] Kobi Nahshoni, Ynetnews, Rabbi Eliyahu: Life of one yeshiva boy worth more than 1,000 Arabs, 04.03.08:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3527410,00.html

[12] Matthew Wagner, Eliyahu advocates carpet bombing Gaza, Jpost, 05/30/2007: http://www.jpost.com/Israel/Eliyahu-advocates-carpet-bombing-Gaza

[13] Robert Pope, Honouring the Past and Shaping the Future: Religious and Biblical Studies in Wales : Essays in Honour of Gareth Lloyd Jones, Gracewing Publishing, 2003, p. 224.

[14] Israel Shahak, Norton Mezvinsky, Jewish fundamentalism in Israel, Pluto Press, 2004, pp. 91-92.

[15] Ibidem. / in Elliot R. Wofson, Open Secret: Postmessianic Messianism and the Mystical Revision of Menahem Mendel Schneerson, Columbia University Press, 2013, p. 392, n. 180: "The source for the souls of the righteous Gentiles is similarly identified as the shell of nogah, which is also the source of the natural soul in the Jew, whereas the soul of all other Gentiles is from the three shells of impurity"; Anche nei predecessori del settimo Rebbe questo aspetto ricorre. Sempre in Elliot R. Wofson, Open Secret: Postmessianic Messianism and the Mystical Revision of Menahem Mendel Schneerson, Columbia University Press, 2013, p. 235: "In the opening chapter of the first part of Tanya [תניא, aramaico per "fu insegnato" opera base scritta nel 1797 da Rabbi Shneur Zalman di Liadi, fondatore del movimento Chabad], we find the infamous distinction between the animal soul of the Jews and the animal soul of the idolatrous nations: the former derives from the shell of the radiance (nogah), which is from the Tree of Knowledge of Good and Evil whereas the latter derives from the remaining three impure shells 'in which there is no good at all".

[16] Nathaniel Popper, Chabad rabbi: Jews should kill Arab men, women and children during war, Haaretz, Jun. 9, 2009: http://www.haaretz.com/news/chabad-rabbi-jews-should-kill-arab-men-women-and-children-during-war-1.277616

[17] Ibidem.

[18] Alan Cowell, AN ISRAELI MAYOR IS UNDER SCRUTINY, The New York Times, June 06, 1989: http://www.nytimes.com/1989/06/06/world/an-israeli-mayor-is-under-scrutiny.html?scp=1&sq=Yitzhak&st=nyt

[19] Amin Saikal, Albrecht Schnabel, Democratization in the Middle East: Experiences, Struggles, Challenges, United Nations University Press, 2003, p. 153

[20] Israël Shahak, Norton Mezvinsky, Jewish fundamentalism in Israel, Pluto Press, 2004, p. 62, et cfr.: Motti Inbari, Jewish Fundamentalism and the Temple Mount: Who Will Build the Third Temple?, SUNY Press, 2009, p. 134

[21] Matthew Wagner, Shapira's distinction between Jewish, gentile blood, JPost.com, 01/28/2010:

http://www.jpost.com/Home/Shapiras-distinction-between-Jewish-gentile-blood

[22] Leading rabbi encourages IDF soldiers to use Palestinian human shields, Haaretz, Oct. 20, 2010:

http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/leading-rabbi-encourages-idf-soldiers-to-use-palestinian-human-shields-1.320311 ["'Your life is more important than that of the enemy', Rabbi Yitzhak Shapira tells students, adding that a soldier should never put himself in danger even for the sake of a civilian"]

[23] Aviad Magnezi, Rabbis fail to report to police, YNetNews, 08.10.10: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3933241,00.html

[24] Rabbi Yaakov Yosef passes away at age 66, JPost.com, 04/12/2013: http://www.jpost.com/Jewish-World/Jewish-News/Son-of-Shas-spiritual-leader-passes-away-at-age-66-309640

[25] Sefi Rachlevsky, A racist, messianic rabbi is the ruler of Israel, Haaretz, Jul. 1, 2011: http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/a-racist-messianic-rabbi-is-the-ruler-of-israel-1.370554

[26] Nadia Valman, Tony Kushner, Philosemitism, Antisemitism and 'the Jews': Perspectives from the Middle Ages to the Twentieth Century, Ashgate Publishing, Ltd., 2004, p. 64.

[27] Nir Hasson, Yaniv Kubovich, Chaim Levinson, Tomer Zarchin, Israel's chief clergy decries arrest of top rabbi who called for killing gentiles, Haaretz, Jun. 28, 2011: http://www.haaretz.com/print-edition/news/israel-s-chief-clergy-decries-arrest-of-top-rabbi-who-called-for-killing-gentiles-1.369935

[28] Kobi Nahshoni, 'Gentile sperm leads to barbaric offspring', YNetNews, 01.12.11:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4006385,00.html

[29] Jewish Encyclopedia, 1906, "Gentile".

[30] Kobi Nahshoni, Rabbi Lior: Arabs are 'evil camel riders', YNetNews, 09.20.11:

Http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4124816,00.html

[31] Ibidem.

[32] Yehuda Shlezinger, Edna Adato, 'Rabbi called world's non-Jews murderers, thieves, senseless', israelhayom.com, May 20, 2012: http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=4404

[33] Kobi Nachshoni, Rabbis: Act modestly to stop anti-Semitism, YNetNews, 04.23.13:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4371295,00.html

[34] Chaim Levinson, Top rabbis move to forbid renting homes to Arabs, say 'racism originated in the Torah', Haaretz, Dec. 7, 2010: http://www.haaretz.com/news/national/top-rabbis-move-to-forbid-renting-homes-to-arabs-say-racism-originated-in-the-torah-1.329327

[35] Admiel Kosman, Between Orthodox Judaism and nihilism, Haaretz, Aug. 17, 2012:

http://www.haaretz.com/weekend/week-s-end/between-orthodox-judaism-and-nihilism-1.458950

[36] (ANSA) – TEL AVIV, 20 MAG 2008 – Centinaia di volumi del Nuovo Testamento sono stati dati pubblicamente alla fiamme giovedì.

[37] Greer Fay Cashman, Christian leaders dismayed by anti-gentile attitudes, JPost.com, 12/30/2010:

http://www.jpost.com/National-News/Christian-leaders-dismayed-by-anti-gentile-attitudes

[38] Adrian Blomfield, Vatican official says Israel fostering intolerance of Christianity ,The Telegraph, 07 Sep 2012:

http://www.telegraph.co.uk/news/religion/9529123/Vatican-official-says-Israel-fostering-intolerance-of-Christianity.html

[39] Ibidem.

[40] Ibidem.

[41] Oz Rosenberg, Ultra-Orthodox spitting attacks on Old City clergymen becoming daily, Haaretz, Nov. 4, 2011:

http://www.haaretz.com/news/national/ultra-orthodox-spitting-attacks-on-old-city-clergymen-becoming-daily-1.393669

[42] 40 rabbis: Jews shouldn't rent, sell homes to gentiles, Jpost.com, 12/07/2010: http://www.jpost.com/Jewish-World/Jewish-News/40-rabbis-Jews-shouldnt-rent-sell-homes-to-gentiles

[43] Maayana Miskin, Meretz MK Seeks to Disqualify Rabbi Eliyahu, israelnationalnews.com, 4/30/2013:

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/167612#.UnkRVhA4nG8

[44] Kobi Nahshoni, Rabbi: Buy only from religious storeowners, YNetNews, 05.27.09:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3720560,00.html

[45] Kobi Nahshoni, Rabbi: Judge in Katsav trial a gentile, YNetNews, 02.28.11:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4035656,00.html

[46] Gershom Gorenberg, The Unmaking of Israel, HarperCollins, 2011 et Cfr.: Ben Lynfield, Army rabbi 'gave out hate leaflet to troops', The Independent, 27 jan. 2009: http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/army-rabbi-gave-out-hate-leaflet-to-troops-1516805.html

[47] Kobi Nahshoni, Rabbi: Revoke citizenship of non-Jews, YNetNews, 04.28.08:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3536627,00.html

[48] October 2012 Yisraela Goldblum Fund poll, presentato su Haaretz da Gideon Levy il 23 ottobre 2012.

[49] Shlomo Brody, Ask the Rabbi: Am I Jewish or not?, JPost.com, 09/11/2007: http://www.jpost.com/Jewish-World/Jewish-Features/Ask-the-Rabbi-Am-I-Jewish-or-not

[50] AJR Information, Vol. XIX, No. 2, Feb. 1964.

[51] Udi Avni, 'Intermarriage plays into Nazis' hands', YNetNews, 10.23.11:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4132384,00.html

[52] Jonah Mandel, Barak slams 'wave of racism' in rabbi, rebbetzin letters, JPost.com, 12/29/2010:

http://www.jpost.com/Diplomacy-and-Politics/Barak-slams-wave-of-racism-in-rabbi-rebbetzin-letters

[53] Ari Galahar, Rabbi: Boycott MK married to gentile, YNetNews, 03.03.11:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4028422,00.html

[54] Yoav Zitun, Bat Yam rally: Death to Jewish women who date Arabs, YNetNews, 12.21.10:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4002085,00.html

[55] Giovanni Miccoli, Due nodi: la libertà religiosa e le relazioni con gli ebrei, in Storia del concilio Vaticano II, IV, diretta da G. Alberigo, a cura di A. Melloni, Bologna 1999, p. 182.

[56] Dana Weiler-Polak, Israel enacts law allowing authorities to detain illegal migrants for up to 3 years, Haaretz, Jun. 3, 2012: http://www.haaretz.com/news/national/israel-enacts-law-allowing-authorities-to-detain-illegal-migrants-for-up-to-3-years-1.434127

[57] Nadia Valman, Tony Kushner, Philosemitism, Antisemitism and 'the Jews': Perspectives from the Middle Ages to the Twentieth Century, Ashgate Publishing, Ltd., 2004, p. 64.

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giovedì 23 febbraio 2017

Sole 24 Ore: “Siamo alla Vigilia di un Gold Standard 2.0?” …Cosa???!?



Al solito, cerchi una cosa e ne trovi altre dieci e non si finisce mai.

Credo sia impensabile un nuovo "Gold Standard", la convertibilità del denaro in oro sia numericamente, anche l'Italia pur essendo una nazione relativamente piccola e pur essendo il quarto detentore di riserve auree al mondo, il terzo per le nazioni, vedere in seguito il dettaglio, con 2.452 tonnellate d'oro del valore di 105 miliardi di €uro ha una massa monetaria circolante M di € 2.250 miliardi di cui lo 0,7%, € 168 miliardi in contanti, la convertibilità è improponibile, l'oro poi è sempre più necessario per l'uso industriale.

Sia a livello di sistema a meno che invece si volesse veder saltar per aria, finalmente una volta per tutte, le banche commerciali che hanno creato dall'aria fritta illegalmente tutta quella massa monetaria circolante sarebbe il sistema migliore, già non sarebbero in grado di fornire la carta con cui dovrebbero essere stampati tutti quei falsi, immaginiamoci dovessero procurarsi 52.543 tonnellate di oro, questo moltiplicato per 198 nazioni al mondo, certamente ci sarebbe un nuovo proliferare di leggi truffa, basta una percentuale a garantire, quelli ne han bisogno e quegli altri no ... e via così, prima o poi salta per aria tutto questo incredibile inganno planetario.

Ho trovato però interessante l'articolo per iniziare a capire quanto riguarda la fine fatta dalle riserve auree che è uno degli enigmi ricorrenti, certamente i movimenti illustrati sono a dir poco anomali segno di qualche cambiamento in atto non obbligatoriamente positivi per quanto ci riguarda, è sempre difficile dirimere queste questioni tra il reale ed il mostrato, utilizzano sempre sistemi, regolamenti e trattati criptici, viviamo nella menzogna globale, ai posteri l'ardua sentenza ...
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21 dicembre 2016

Nota di Rischio Calcolato: Pensavo di avere visto e letto tutto nel mare digitale, tuttavia leggere sul Sole 24 Ore (si quello li) che ci sono movimenti sospetti di oro fra banche centrali e che potremmo essere alla vigilia di un nuovo gold standard mi ha fatto fare il classico balzo sulla sedia. Non tanto per la notizia, ma per dove è stata scritta. Io qui mi limito a riportare con gli occhi ancora sgranati.

Ah la firma è Alessandro Plateroti non esattamente l’ultimo arrivato al S24.


dal Sole 24 Ore (tutto vero c’ho il link)


La squadra dei Goldfinger accumula munizioni d’oro pronte all’uso


di Alessandro Plateroti, 21 Dicembre 2016

La Via del Denaro
Giugno 2016, aeroporto Jfk di New York: un aereo cargo decolla a notte fonda per l’Europa. Nella stiva, sorvegliata a vista, 30 tonnellate di lingotti d’oro massiccio da 400-troy-ounces ciascuno (12,4 chili d’oro puro al 99,8%) allineati in casse di legno sigillate con il marchio a fuoco del mittente: «Federal Reserve Bank of New York». Ma a chi apparteneva il tesoro? Miliardario russo o cinese? O era in realtà un rimpatrio segreto di oro sovrano?  Il «giallo del metallo giallo» comincia proprio da qui. Dietro una spedizione di 30 tonnellate d’oro, altre 1.000 tonnellate sono in lista d’attesa per lasciare l’America.

Perché a distanza di sei mesi, e malgrado la cortina di riservatezza, emerge chiaramente che quel trasferimento aereo di 30 tonnellate di lingotti, più che il tassello di un «giallo» è la punta di un iceberg la cui massa sommersa si muove da quasi otto anni al riparo dagli occhi del mercato e sulla spinta di «correnti» più geopolitiche che di ordinaria gestione di attività finanziarie strategiche. Con l’aggiunta di quelle 30 tonnellate di «metallo giallo» ritirate dagli Stati Uniti, un gruppo ristretto di Stati europei ha riportato in patria, e solo negli ultimi 18 mesi, la cifra record di oltre 400 tonnellate d’oro da New York e da Londra, le due capitali finanziarie mondiali che dal 1945 custodiscono più della metà del «tesoro aureo sovrano» di almeno 100 nazioni. Prove certe non esistono, ma sono in molti a sospettare che dietro lo scudo dell’euro si stia creando uno scudo fatto d’oro. Ma non per tutti.
“Un gruppo ristretto di Stati europei ha riportato in patria, e solo negli ultimi 18 mesi,la cifra record di oltre 400 tonnellate d’oro da New York e da Londra”
Un riposizionamento strategico
Sulla base dei piani su cui nessun governo ha fatto grande pubblicità ma la cui esistenza è stata confermata nei rispettivi parlamenti, Germania, Olanda, Belgio e Austria, il blocco delle nazioni-guida dell’Europa Centrale e della stessa eurozona, si avvia a riportare sotto la propria gestione diretta più del 50% delle riserve auree totali nazionali tra il 2018 e il 2020: anche prendendo in considerazione solo i quattro «big» dell’eurosistema (reimpatri non dettagliati di lingotti sono in corso anche da parte della Francia, della Romania e della Polonia tra i Paesi Ue, a cui si può aggiungere la Svizzera che avrebbe in programma di riportare nei Cantoni fino a 500 tonnellate d’oro custodite tra Londra e New York). In questo puzzle da centinaia di miliardi di euro, va poi inserito un altro tassello non meno rilevante per avere una visione d’insieme del fenomeno: dietro il rimpatrio dell’oro, comincia a delinearsi infatti un più vasto riposizionamento strategico dell’intero stock delle riserve sovrane europee, e non solo di quelle.

IL RIMPATRIO DELL’ORO

I depositi d’oro stranieri presso la Frnby (Fonte: Frnby)
A rilevarlo è stato lo stesso World Gold Council, la fonte ufficiale di studi e statistiche per l’intero mercato mondiale dell’oro: nel suo ultimo rapporto mensile (dicembre 2016) le rilevazioni indicano chiaramente che dopo quasi 15 anni in cui l’incidenza dell’oro sul totale delle riserve sovrane nazionali medie (oro, valuta e titoli) è scesa costantemente in quantità (ma cresciuta enormemente in valore grazie all’aumento dei prezzi), il trend degli ultimi 24 mesi evidenzia l’avvio di un ribilanciamento a favore del metallo giallo, nuovamente percepito dai governi come l’asset-rifugio più stabile e sicuro. 
«Le nazioni-guida dell’eurozona, come la Germania, la Francia o l’Olanda – dice Koos Jansen, analista di punta di Bullionstar, la borsa digitale dei metalli preziosi con sede a Singapore – e quelle che presentano al contrario le maggiori fragilità e criticità economiche, finanziarie e politiche (come l’Italia, il Portogallo e la Grecia) hanno riserve in oro pari in media al 60% di quelle totali. La novità è che chi era sceso sotto il 50% dopo l’avvento dell’euro sta ritornandoci rapidamente».
La nascita dell’eurozona, da quanto sembra, aveva dato un po’ a tutti una apparente certezza di sicurezza finanziaria e valutaria, spingendo molti Paesi a lasciare inalterate le scorte di oro all’estero, riducendo però lo stock nazionale. Almeno fino all’amaro risveglio.
“Il trend degli ultimi 24 mesi evidenzia l’avvio di un ribilanciamento a favore del metallo giallo, nuovamente percepito dai governi come l’asset-rifugio più stabile”.
Dopo la crisi, la corsa al rimpatrio
Il Colpo di Stato di
Banche e Governi
Dal 2009, anno di avvitamento della recessione e della crisi del debito sovrano in Europa, dei salvataggi bancari e delle bancarotte nazionali (Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro furono salvate dai prestiti di Fmi, Bce e Commissione Ue, la cosiddetta Troika), è cominciata una vera e propria corsa al rimpatrio dell’oro sovrano: tra Asia ed Europa, la stessa Federal Reserve di New York ha calcolato in oltre 7mila tonnellate la quantità di lingotti riportati a casa in gran segreto sia dai Paesi sulla sponda opposta del Pacifico che su quella dell’Atlantico: nel dettaglio, lo stock di lingotti custoditi nel sottosuolo di Manhattan dalla Federal Reserve è crollato dalle oltre 12.500 tonnellate del 2008 a poco più di 5.200 tonnellate. Dove siano finite precisamente non è noto, anche se tutti sono convinti che gran parte sia stata rimpatriata da Cina, Russia e India, oltre che naturalmente dall’Europa.
 «Ogni Paese sembra avere buone ragioni per riprendersi l’oro finora affidato ad americani e inglesi – conclude l’esperto del metal exchange di Singapore – ma è chiaro che esiste un comune denominatore: l’incertezza. Nessuno può dire con certezza quale sarà l’andamento dei cambi valutari e dei tassi di interesse, quali saranno gli effetti della Brexit sulle relazioni economiche e finanziarie in Europa a processo di uscita del Regno Unito ultimato, quali relazioni geopolitiche e quali instabilità commerciali emergeranno dall’America di qui ai prossimi quattro anni con Donald Trump al timone degli Usa. L’oro, soprattutto in fasi di aspettative in caduta libera come questa, diventa il miglior paracadute finanziario e psicologico per le nazioni».
 

Nel caso dell’Eurozona, la corsa al rimpatrio dell’oro sovrano si inserisce certamente tra queste problematiche latenti, ma con la solita specificità: la diffidenza strutturale nelle relazioni politiche e finanziarie tra Stati. Anche se l’imponente QE della Bce ha riportato sotto controllo l’andamento dei tassi di interesse e gli spread nazionali, il denaro non ricuce né la fiducia reciproca, né le vecchie ferite mai rimarginate: anzi, a giudicare dal travagliato cammino della legge italiana di Stabilità, lo scontro tra rigoristi ed espansionisti resta da 8 anni con le stesse formazioni: la Germania, l’Olanda, l’Austria e il Belgio da una parte, l’Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo dall’altra. Beh, sapere che la squadra dei «Goldfinger» accumula munizioni d’oro per averle pronte all’uso in caso di emergenza, mentre quella dei «Piigs» annaspa nei debiti e nel rigore, non è certamente rassicurante per chi già guarda con preoccupazione al dicembre 2017, quando la Bce dovrebbe terminare gli acquisti straordinari di titoli di Stato che hanno permesso all’europeriferia di tenere ai minimi i rendimenti dei propri bond.
«Nel caso specifico – spiega l’economista di una grande banca d’affari – se anche l’euro saltasse o si dovesse decidere di “sdoppiarlo” in due valute con diverso valore, poter contare sulla protezione delle riserve in oro può fare la differenza».

La Rivolta del
Correntista
La discrezione di Francoforte

Come giudicare, insomma, la corsa ai rimpatri dei lingotti europei e il boom di prenotazioni sui «cargo della speranza» in viaggio dall’America? Qui non si tratta più di giudicare i comportamenti di un manipolo di speculatori senza scrupoli, ma di accettare passivamente la buona fede di comportamenti che per quanto legittimi, approfondiscono il solco, le asimmetrie e la diffidenza tra cittadini e istituzioni nazionali e sovrannazionali. Una riflessione e un esempio che potrebbero partire proprio dal ruolo-guida della Bce, visto che la stessa Eurotower volle inserire a fine anni 90 una quota significativa di lingotti d’oro sovrani (il 30% della quota di riserve nazionali conferite dai Paesi membri) a garanzia della solidità di Eurotower. Pochi ricordano infatti che a garanzia del bilancio della Bce (ma non dell’euro) i soci dell’euroclub hanno versato nel complesso 767 tonnellate d’oro sovrano (100 italiane NdR), una montagna di lingotti su cui l’Europa sembra avere però una gestione e una visione quasi bipolare: se da un lato è riconosciuto dalla stessa Banca centrale come un asset-chiave per la sicurezza del suo bilancio, dal lato della sua gestione e custodia non sembra attribuirgli di fatto tale ruolo. La grande trasparenza con cui diffonde dati, informazioni e dettagli su ogni atto della vigilanza (compresi quelli di carattere legale) e soprattutto la precisione con cui elenca ogni mese tutte le varie operazioni monetarie straordinarie con cui ha salvato finora le sorti dell’Eurozona, la Bce non parla mai volentieri del modo in cui conserva e gestisce l’oro dei cittadini europei.

L’unica cosa certa è che a Francoforte non solo non è depositato neanche un lingotto delle 504 tonnellate d’oro che la Bce ha dichiarato di possedere a fine 2015, e che meno della metà di questo tesoro, bene rifugio, indicatore di fiducia e riserva di valore per eccellenza, è ai confini dell’Eurosistema, cioè a Roma (Banca d’Italia) e Lisbona (Banca del Portogallo). Al contrario, più del 50% dei lingotti Bce, secondo le stime degli analisti di BullionStar, è “curiosamente” affidato alla custodia (e in parte si dice alla gestione) di due banche centrali che con l’Eurozona e con l’euro non hanno nulla a che fare, la Fed di New York da un lato e la Bank of England a Londra dall’altro. Anche tralasciando il fatto (peraltro non positivo) che la Bce non conduce neppure un audit, o anche la più semplice verifica contabile fisica sull’oro custodito in America e Regno Unito, resta sul tavolo l’ennesimo paradosso: come si spiega tanto allarme sulle ripercussioni e sui rischi del distacco britannico dall’Europa, se è poi la stessa Bce a fare da “garante” alla solidità e la sicurezza prospettica della piazza finanziaria londinese, lasciandogli in custodia o gestione quasi un terzo delle proprie riserve auree? Il «giallo del metallo giallo» continua.

La fuga dei lingotti italiani

E scendendo verso Sud, si arriva fino all’Italia, che con 2.400 tonnellate d’oro, pari a un valore di 105 miliardi di euro (più o meno 5 volte la manovra contenuta nella Legge di Stabilità per il 2017, si colloca nella quarta posizione della graduatoria mondiale delle riserve auree nazionali e nella prima per fedeltà al metallo giallo. (La Banca d’Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale, il terzo per le nazioni. NdR) Ma pochi sanno che l’enorme patrimonio in lingotti d’oro (degli italiani) che il Governo conferì a Bankitalia con la privatizzazione del 2014, è rimasto solo per metà nei confini italiani: oltre 1.000 tonnellate sono infatti volate in America in custodia della Fed di New York: gli altri due depositi importanti sono a Londra e persino in Svizzera, presso la Bri e la banca centrale cantonale.
“L’enorme patrimonio in lingotti d’oro che il Governo conferì a Bankitalia nel 2014 è rimasto solo per metà nei confini italiani”.
                 La localizzazione Geografica dell'oro di Bankitalia (NdR)
DepositarioTonnellate%
Regno Unito141,2 5,76 
Svizzera149,3 6,09 
Stati Uniti1.061,5 43,29 
Italia1.100,0 44,86 
Totale2.452,0  100,00  
Sopra la Banca il
Bancario Campa
sotto la Banca il
Cliente Crepa
Alle riserve in lingotti dichiarate formalmente da Bankitalia come proprie si aggiungono poi altre 150 tonnellate di oro custodite per conto della Bce. Con un apprezzabile sforzo di trasparenza (certamente superiore alla media di quanto fatto dagli istituti centrali di altri Paesi europei), Bankitalia ha infatti pubblicato nel 2014 un documento di 3 pagine (Le riserve auree della Banca d’Italia) ha fornito per la prima volta informazioni-chiave per dare una visione di massima del proprio patrimonio in oro sovrano. Tra le novità, due restano ancora rilevanti: la prima riguarda l’oro della Bce, la seconda, come detto, la mappa del tesoro e l’assenza di strategia sui rimpatri. A questo proposito, è interessante notare la linearità della banca nelle strategie sulle proprie riserve auree, soprattutto in confronto agli zig zag di molti partner europei: Palazzo Koch, che ha oltre il 68% delle proprie riserve strategiche rappresentate dall’oro, non solo è tra le pochissime banche centrali che non ne hanno venduto un grammo anche quando ne hanno avuta la possibilità in base agli accordi internazionali (2014 e 2015), ma non figura neppure tra le istituzioni intenzionate a medio termine a cederne una parte o a rimpatriarne quote più o meno significative come scelto da altre banche centrali europee.

Detto questo, è ora di affrontare altre due questioni: quanti voli carichi d’oro sono stati tracciati da BullionStar verso l’Europa, per quali capitali e quali Paesi sono più attivi nel ponte aereo transatlantico? E che cosa dichiarano i governi a tale proposito? Ma soprattutto: c’è forse in disegno preciso che spinge tante nazioni a rimpatriare centinaia di tonnellate d’oro? E infine: la fortuna dell’oro è la “sfortuna” del mondo, oppure nel futuro del metallo giallo è in incubazione un ruolo-guida nella rivoluzione finanziaria del denaro virtuale e delle Blockchain? Insomma, siamo alla vigilia di un nuovo Gold Standard 2.0?

Fonte Rischio Calcolato

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